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a cura dell'Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale        

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Amici

mi sono preso carico di tenere una rubrica sulle georisorse in quanto da anni me ne occupo e da anni trovo estremo interesse in questo campo per i motivi che proverò ad illustrarvi.

Innanzitutto una breve schematizzazione: per georisorse si intendono tutte quelle materie prime minerali che l’uomo - direttamente o dopo una più o meno complessa lavorazione - utilizza. Quindi ci rientrano le materie prime (raw materials) intese come i minerali metallici, i carbonati da cemento o calce, gli aggregati (sabbie o ghiaie), le acque minerali, le rocce ornamentali, il gesso, il gas, il petrolio, i fluidi geotermici... Quindi, anche l’acqua destinata ai consumi umani o agricoli è una georisorsa anche se, data l’importanza di questa materia, di solito viene gestita a parte (così è anche nel nostro giornale).

Uno studio per uno sfruttamento di una qualsiasi di queste georisorse è veramente interdiscipinare, quindi tutte le branche della geologia possono dire la loro su queste tematiche. Parimenti, tutte i settori della geologia devono collaborare tra di loro e con altre figure professionali permendere lo sfruttamento di queste risorse in modo sostenibile. Questa parola divente veramente il fulcro del ragionamento: la sostenibilità deve essere tecnica, ambientale ed economica. Cioè, una qualsiasi iniziativa deve essere tecnicamente possibile, cioè ci deve essere la risorsa e deve essere tecnicamente estraibile già da subito, ambientalmente compatibile (occorre limitare gli impatti diretti ed indiretti sull’ambiente latu senso adeguandoli alla "sensibilità" della popolazione locale) e - last but not least - deve essere economicamente in grado di mantenersi da sola (attualmente molte iniziative sono sostenute da incentivi che le rendono attrattive anche se in un mercato libero non lo sarebbero).

Come si può vedere, la definizione stessa di sostenibilità implica che il geologo (tutti insieme indistinti, così ci vedono gli altri, senza distinguere fra applicati, mineralogisti o paleontologi) si abitui a interagire con altre professionalità non solo tecniche, ma anche economiche, legali e sociali. Un bellissimo progetto rischia di arenarsi se non viene "capito" dalle popolazioni locali, quindi adeguatamente spiegato ed eventualmente compensato (l’Italia è piena di esempi di questo tipo).

In Italia (e - permettetemi - anche in europa), per molti anni ci siamo dimenticati di gran parte delle materie prime in quanto le minere in quasi tutto il mondo occidentale sono state chiuse per ineconomicità. Ma cosa succede se i nostri giovano laureati cercano in internet opportunità di lavoro all’estero: approssimativamente il 70% delle proposte va nella direzione oil&gas, il 20% nell’attività estrattiva mineraria ed un 10% nella geologia applicata. Fortunatamente anche l’Europa ha riconosciuto che se si vuole mantenere una certa posizione prevalente (in senso buono, non colonialistico) sul resto del mondo non possiamo fare a meno delle materie prime, siano esse in europa o altrove. Per questo, sia in Horizon 2020 che in altri programmi comunitari, le georisorse hanno acquistato una importanza che non avevano nella precedente programmazione settennale.

Infine, ricordiamoi chi ha fatto le prima carte geologiche italiane: erano ingegneri minerari. Vi siete mai chiesti perchè? Non interessava di cosa erano costitute o formate le montagne, ma se c’erano dei minerali utili estraibili!

Per troppo tempo in Italia il geologo ha concetrato la sua attenzione sul "rischo idrogeologica", inteso in senso lato giornalistico (evidentemente senza grosso successo, leggendo le cronache di questi giorni). Ricordiamoci però che il mondo va avanti grazie alle materie prime e che in molta parte del mondo (sud america, africa ed asia) i geologi lavorano quasi solo su queste tematiche.

Un’ultima riflessione: quando andiamo a studiare una frana (e l’ho fatto per anni) l’uomo comune ci vede come uno iettatore o un avvoltoio che arriva dopo una catastrofe. Psicologicamente ci vede come un costo - necessario - ma di cui farebbe volentieri a meno. Quando invece lavoriamo nel campo delle georisorse, siamo noi stessi una risorsa ... speriamo che per questo, se riusciamo a fare un buon servizio al nostro committente (che sia l’accademia o la multinazionale), anche i soldi siano spesi con una altro spirito e visti come un investimento e non come un costo.

In questa rubrica, con l’aiuto dei miei collaboratori, spero di informarvi su un po’ di novità o occasioni cercando di farvi innamorare di queste tematiche.

Un saluto

Giuseppe Mandrone

 
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